L’usura, il vero fascismo e il popolo umiliato.

Nonostante i proclami dei politici governativi e filogovernativi che farfugliano l’idea di una progressiva uscita dalla crisi, i dati reali mostrano come in realtà “la crisi”, non rappresenti che il perfetto funzionamento di un sistema che vive grazie al precariato, alla compressione dei salari e dei diritti democratici, con annessa la demolizione dello stato sociale. Una crisi endemica che coincide con l’adozione della moneta unica.

Cari politicanti, lavorare due giorni al mese non significa essere occupati! Essere assunti e licenziati in ragione del Dio capitale, non significa promuovere la dignità umana.

Voi, insipienti, collusi, a caccia di rendite, illusi; non vedete cosa sta accadendo? Come il tessuto di una nazione si stia disgregando, come stiamo diventando una colonia?

Perché io conosco queste cose e mi preoccupo mentre voi sembrate vivere su di un altro pianeta?

Le multinazionali scorrazzano per l’Europa e gli stati nazione non tutelano i lavoratori. Anzi. Spianano autostrade affinché “il capitale” produca frutto a qualsiasi costo. Avete paura dei fascisti? Ma voi cosa siete? La vostra astuzia risiede nel fatto che dominate i mass media e colpite dolcemente con l’arma della crisi, la cui origine, abilmente attribuite alle vittime.

Friedman, il vostro caro Milton, la pensava come voi, indurre crisi e poi dar fretta, provocare catastrofi e poi intervenire, presentandovi come benefattori, per privatizzare il mondo.

Vi state mangiando la Grecia, con vergognosa propaganda che attribuisce al popolo ellenico colpe che io chiamerei, pregiudizi razzistici.

Forse lottiamo contro i mulini a vento, perché voi siete i signori del vento. Ma lottiamo per rendere consapevoli.

Avete paura del fascismo? Quale nuova ridicola scusa vi state inventando per ingannare il popolo.

Voi avete paura la gente capisca, la gente vada a votare, per questo non vi frega nulla della disaffezione al voto.

Perciò invocate la stabilità, anche se i voti fossero un misero 10 per cento del totale. Strana idea di democrazia la vostra.

Se torneranno regimi autoritari e uomini forti, lo avrete voluto voi che per primi aveva imposto l’autoritarismo senz’anima del denaro, di cui avete il monopolio.

O forse il nuovo fascismo ha bisogno di evocare un fantasma, il fascismo in camicia nera, per realizzare al meglio il piano di un controllo totale sulle decisioni politiche, interamente nelle mani dei pochi detentori del denaro, i grandi speculatori, le multinazionali e le banche centrali private.

Avete inventato il problema del debito pubblico, sapendo benissimo che in realtà se esisteva un problema era dato dal debito privato che le vostre banche hanno alimentato prestando denaro a tasso zero, salvo poi, vista l’insolvenza di famiglie e imprese strangolate dalla crisi, pretendere fossero i cittadini a pagare i costi del vostro “rischio d’impresa”. Vergogna.

Basta parlare di competitività, di libero mercato, di libera circolazione di merci, capitali, imprese, e persone. Basta raccontare la favola che il capitale è attratto dai paesi meno ricchi, abbiamo visto cosa è successo.  Nei pidiessini poi, si esprime all’ennesima potenza il gusto del nuovo, della velocità, delle opportunità, delle relazioni con i poteri forti, con la retorica europeista a far da sfondo.

Quando capirete che rappresentate il popolo italiano e non L’Europa? Cosa credete facciano i vostri partner europei?

Sentite cosa scriveva Pio XI nel 1931:

“Ciò che ferisce i nostri occhi è che hai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma anche l’accumularsi di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi…Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo il denaro in pugno, la fanno da padroni: onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l’organismo economico, ed hanno in pugno, per così dire, l’anima dell’economia”.

La moneta è per la comunità nazionale come il sangue che corre lungo i gangli vitali dell’economia reale.

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