I disperati delle città.

Gli immigrati sono vittime di un sistema che li costringe a lasciare le loro terre di origine illudendoli possa l’occidente offrire loro qualche cosa. Ma i più, se sopravvivono trovano una miseria peggiore che non nel loro paese. Lo dicono continuamente. Chi li ha illusi, con che fine? Lo sappiamo bene, il capitale che ha bisogno di braccia, i governi corrotti dei loro paesi, il buonismo astratto.

Criminale è l’atteggiamento di chi in nome di un’ inesistente umanità solidale accoglie per abbandonare. Nelle periferie delle nostre città impera la violenza, la disperazione. Molte persone, migliaia  di esseri umani, anche italiani, vivono in condizioni orrende; rifugiati in case e capannoni dismessi, in tende improvvisate, senza igiene, senza cibo, senza lavoro, senza speranza. Vorrei vedere i nostri onorevoli frequentare le periferie, anziché pontificare dai comodi salotti televisivi con i culetti al caldo.

Vogliamo rispondere all’emergenza con la solidarietà? Si imponga all’Europa, che dovrebbe essere “casa nostra” di stanziare direttamente agli stati, non alle banche, miliardi di Euro per bonificare le periferie dando lavoro e casa  dignitosa ai profughi. Non mi importa se fuggono da guerre o meno, se si è deciso di accogliere si accoglie “tirando fuori il servizio buono”, come si fa con gli ospiti.

Stucchevole, indegno, protervo, è vederli sfilare alla prima della scala, i privilegiati. Si chiedono perché torni la destra? Perché la politica non persegue alcun bene comune.

Li vediamo vagabondare nella notte, li sopportiamo gettando loro i nostri rifiuti, organizzando le gare di solidarietà, tanto più presenti quanto meno è viva la giustizia.

Ma queste persone evidentemente non sono ospiti di riguardo, allora li si alloggia in cantina e si porta loro cibo come si fa con i gatti randagi. Ma loro, i gatti, sono felici. Mentre l’umanità ferita soffre.

La crisi di oggi è crisi morale; l’aver dimenticato che dovere primo di ogni essere umano è prendersi cura del prossimo. Questo dovrebbe fare la politica, ma dove l’economicismo domina, la miseria cresce. Basta.

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