Ateo razionalista, il nulla alla porta.

Gli atei razionalisti, questa specie antropologica che arbitrariamente associa la razionalità alla miscredenza, alzano la voce; si sentono improvvisamente forti del fatto che una recente statistica attesterebbe un lieve calo fra gli studenti che si avvalgono dell’ora di religione. Per tale ragione invitano con una lettera tutti i parlamentari a rivedere ruolo e senso dell’irc., con l’intento di assecondare i “ tempi nuovi di una società pluralistica”. Sono poche migliaia, sono militanti accecati da furore sacro alla rovescia; sentono talmente la presenza di Dio e della Chiesa da aver creato una compagine per sottrarsi alla di lei funesta influenza. Non sanno o fingono di non sapere che comunque gli studenti che vogliono fare religione sono più dell’ottanta per cento, tantissimi; non sanno che il calo è fisiologico, in parte determinato dalla presenza di “nuovi credenti”- ahimè per loro, sempre credenti- basti pensare ai musulmani; non sanno e non vogliono sapere quale spazio di libertà, dialogo e pluralismo possa essere l’ Irc, per questo vorrebbero sostituirla con qualche loro idea calata dall’alto, o forse, dal basso. Magari con una paccottiglia buonista rispettosa di tutte le differenze perciò ignava e menefreghista.Non sanno le ragioni culturali e popolari che legittimano questa presenza, non sanno o preferiscono sorvolare sul ruolo di fondamento svolto in tutti gli ambiti del sapere dalla vicenda della Chiesa Cattolica e del cristianesimo in genere. Persistono invece ammantati da un anticlericalismo ottocentesco, fuori del mondo e della storia. Sanno benissimo ciò che vogliono, ovverosia un mondo di soli fatti, senza alcun orizzonte di significati che non siano terreni. Riducono l’uomo ad un “ errore fortunato dell’evoluzione”, i sentimenti più nobili alla dimensione di impulsi elettrici, la vita umana ad una questione di quantità rispetto alle altre specie animali. Non credono in alcuna morale fondata, piuttosto prediligono l’utilitarismo e le discussioni senza approdo. Per loro, quando va bene, basta la ragione, una ragione senza colpa e perciò senza possibilità di perdono e di carità. Sono sostanzialmente cinici, competitivi, compresi nella logica del risultato, attenti ai sondaggi e agli umori nel formulare mazzi di “valori provvisori.”Ma un valore provvisorio non è un valore; è gusto, moda. Ossessionati dall’idea della morte evitano di parlarne, per questo inclinano facilmente alla superstizione e all’occultismo disprezzando ogni forma di vecchiaia e imperfezione. Vorrebbero plagiare i giovani proponendo loro un orizzonte basso, fatto di prove ed errori, non hanno alcuno parola per consolare un dolore dandogli un senso, perché per loro, il senso è nella vita. Ma quando la vita vola via…eccoli esasperati rincorrere un svago o un farmaco. Vorrebbero un mondo di atei, ligi alle regole, le loro regole; vorrebbero una scuola fatta di proclami moralistici per giustificare l’impossibilità di una morale. In ogni occasione odorino un qualche profumo di incenso; intralciano, gettano ombre, dividono gli animi, sollevano dubbi. Sono pochissimi ma contano molto. Odiano il termine natura pur essendo immersi come nessun altro in essa; per loro la natura è il prodotto del manipolare in vista del godimento di un piacere. Da buoni irrazionali alcuni di loro difendo le formiche dall’invadenza umana e intanto manipolano il genoma. Esiste un solo modo per fermarli, affrontarli sul terreno che prediligono: la ragione.

facebooktwittergoogle_plusredditlinkedinmail

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *