Bernadette: la mia Santa

La santità quotidiana di Bernadette. Una donna da imitare.

Come non ricordare Bernadette oggi. Quella mattina dell’undici febbraio 1858 la piccola Bernadette Soubirous andò a raccogliere legna. Ai piedi portava le calze di lana, le uniche disponibili in famiglia, calze che lei indossava perchè perennemente indisposta, l’asma infatti le squassava il petto, la tosse la perseguitava e il buco in cui viveva con mamma, papà e i fratellini era pregno di umidità. Misurava meno di 15 metri quadrati la loro casa, la vecchia gattabuia di Lourdes indegna persino per i malfattori era diventata  la loro dimora da quando papà non aveva più lavoro.

A caccia di legna la piccola Bernadette trovò una grotta, un posto dove pascolavano i maiali, un posto utilizzato come immondezzaio. Il quella latrina del mondo nel freddo di un giorno di febbraio in un posto qualunque, lontano dai templi e dagli onori, lontano dai laboratori di una scienza che si sentiva onnipotente, un bambina semianalfabeta incontrò il cielo. Non aveva ancora fatto la prima comunione, parlava un dialetto del sud della Francia, èra logora, malata e stupita quando vide la Signora.  La credettero pazza, fu spaventata, minacciata, forzata a dire ciò che le autorità volevano sentirle dire. Ma quei momenti alla grotta resero la bambina una combattente armata della sola tenerezza dello sguardo di Maria. Quando per un istante il cielo ci guarda, quando la voce eterna chiama, l’essere umano è reso diverso, ricreato, capace di ogni fatica.

Cambia per questo la vita della piccola Soubirus; non sarà moglie, non sarà madre, a lei la regina del cielo farà il dono della sofferenza. E questo pazzo regalo annunciato nella frase: “ non ti farò felice in questa vita ma nell’altra ” è confermato negli anni successivi alle apparizioni.

Penitenza e preghiera, costruire una cappella, organizzare processioni. Questo il messaggio.  Lourdes cambia, diventa il centro del mondo, il luogo della speranza, della orazioni in ginocchio, della guarigione, del miracolo. Fuori da ogni umana previsione, Dio ha preso un punto in questo piccolo pianeta, un grano di polvere nell’universo, ha individuato un piccola e inerme creatura e l’ha consegnata al futuro come una regina al suo sposo.  Milioni di pellegrini, milioni di invocazioni, la presenza dell’immacolata concezione sentita come un vento che scuote e risana. Come quel  giovedì che ha cambiato la vita di Lourdes segnando il cuore della di una Francia razionalista e presuntuosa e confermando di fatto un dogma della fede cattolica.

Bernadette ha vissuto povera, saggia, arguta, disarmante, nel convento di Nevers morendovi tra atroci dolori senza mai lamentarsi, avvolta in primo momento dal ricordo della grotta, abbandonata poi,  da quel ricordo e atterrita dall’idea di essersi illusa, in una notte dello spirito che l’ha resa simile a Gesù sul calvario.

Anima eletta, anima vittima che ha vissuto il privilegio della santità, un privilegio che rende la vita una prova continua. Piccola Bernadette proteggi questo mondo, risveglia l’uomo dalla presunzione di farcela da solo e rendici capaci di umiltà e semplicità, in attesa un giorno di incontrarti.

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