Carne e spirito

La carne e lo spirito

 

 

“È più facile dominare la carne, la sensualità, l’attrazione, che non lo spirito”. Il tono è rilassato, non ha nulla di perentorio, sembra la conclusione di un prolungato ragionamento, forse la chiusa di un saggio sull’amore umano. Piuttosto mi chiedo come sia possibile che una ragazza così giovane custodisca tanta saggezza.

Siamo abituati a pensare ad eros come ad un demone che prende possesso dei nostri lombi, siamo indotti a credere che l’attrazione chimica sia indispensabile e incontrollabile. In realtà i tradimenti “fisici” hanno il peso di un bisogno fisiologico, ma non mettono in moto nulla di definitivo. Sono brevi stagioni destinate al sonno. Quando un pensiero ci assilla, quanto soffriamo moralmente, quando siamo incantati da un volto o sedotti da una catena di pensieri, il corpo è come se non esistesse. Forse perché l’amore platonico è una cosa più seria di quanto possiamo immaginare. In quest’epoca che ha mostrato tutto, trasformando la fisicità in spettacolo e merce, svilendo ogni attesa e di fatto fiaccando il desiderio; abbiamo bisogno di amori pensati, immaginati. “È più facile dominare la carne che non il pensiero”. Il pensiero ci appare come innocuo ma in realtà quando due anime si incontrano nel pensiero, una radice scende e non la levi più se non strappandola. Questo provoca dolore, questo è un po’ morire. A volte la radice produce frutto, ma a volte il terreno è impossibile, non arido, impossibile in quanto esposto a troppi venti. Le parole e i pensieri proprio per questo non vanno lasciati in libertà, non vanno abbandonati al vento. Se segui il filo d’Arianna di certi pensieri finisci per incontrare il Minotauro. E magari poi scopri, che il banchetto per quel carnefice di giovinette l’hai allestito tu.

 

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