Croce e preti sensibili.

 

 

 

Attenzione! Ancora il crocifisso con allegato presepio. Timore tra laicisti e cattolici emancipati. “I politici identitari minacciano di obbligare esposizione del simbolo cristiano in tutti gli edifici pubblici, con relativo presepio natalizio”.

Eppure coloro che si dicono allarmati sanno benissimo che questo non può che restare un auspicio.

Ma veniamo ai pretoriani del cattolicesimo adulto, primi e per ora soli critici, della sparata leghista. Per bocca di mons. Spadaro, notate bene, direttore della Civiltà Cattolica – dunque esiste o è esistita una civiltà e per giunta cattolica- prontamente ripreso da molteplici testate diocesane e da innumerevoli post sui social. Cito a memoria: “il simbolo della croce non può essere oggetto di strumentalizzazione, esso rappresenta l’apertura e l’accoglienza portata sino al sacrificio di sé”.

Chiedo? Come hanno appreso e dove, catene di generazioni di credenti, la logica del dono e dell’amore oblativo? A quale civiltà ha dato origine tutto questo? Cosa ha spinto uomini e donne a fondare ospedali, ospizi, case per bimbi abbandonati, scuole, laboratori, opere d’arte, commercio, scienza, democrazia, senso del perdono? Rispondo: il crocifisso; visto e portato nelle processioni, la Santa messa, l’educazione cristiana, matrice essenziale della cultura occidentale.

Sul piano strettamente teologico che senso ha chiedere: “Ma vi rendete conto di cosa significhi la croce?” Se dovessimo esporre i nostri simboli, se dovessimo portarli addosso soltanto nel caso di una reale corrispondenza di vita rispetto ad essi, chi sarebbe degno di portare la croce? Esiste una dismisura tra Cristo, la croce e noi, tutti noi; sempre. Nessun uomo e nessun popolo può dirsi degno di portare la croce pensando di rappresentarne i contenuti in termini esistenziali; fatta eccezione per i Santi.

Come nessuno può pensare di negare ad un peccatore seriale il diritto di inginocchiarsi davanti ad un tabernacolo per chiedere perdono o semplicemente per vergogna o per manifesta incapacità di amare. Gesù, lo dite sempre: “è venuto per i lontani, per i peccatori,” compresi i leghisti.

 

Non è questo il punto cattolicissimi adultissimi.

L’unica ragione che legittima il crocifisso nei luoghi pubblici è la questione della civiltà cristiana; con le sue molte luci e le sue ombre. Esso è sintesi e auspicio; sintesi di storia, cultura ed opere; auspicio d’amore possibile.

Stessa cosa dicasi per il presepio con l’aggiunta che esso è motivo di gioia per grandi e piccini.

La presa di posizione della lega è una strumentalizzazione? D’altra parte ogni partito ha le strumentalizzazioni sue. Il rispetto dei musulmani non c’entra nulla, cari preti super sensibili. Dovreste anzi gioire che l’effige di Cristo, cui dite di aver donato la vita, sia ovunque.

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