Diego

Diego

 

 

È stato abbassato

appena concepito.

Solo Uno.

conosce il destino

di chi nasce miserabile.

 

Ma il corpo fu dotato d’ali,

di piedi ballerini

e di equilibri impossibili

nel gioco e con la palla.

 

Non nella vita

trovò pace.

Quella di tutti

pace

da calcolati gesti orchestrata.

Fosti il capitano

d’una scombinata passione

d’improvvisati ricami, fu

la tua, di vita.

 

L’eccesso, il tuo capolavoro.

Con la palla e senza.

L’eccesso che nasce

dall’essere troppo ammirati

ti portò via l’anima.

Su… come in quadro di Chagall.

 

E giù.

In cerca di equilibrio

Sporcasti d’amori e di figli

la vita centenaria

che in te si raccolse

per bizzarro scherzo o destino

in pochi anni.

 

Restarono i momenti

gli eredi affamati

come pescecani.

Gli attimi di giustizia sperati

Semi sparsi della tua prodiga

e sperperata vita.

 

Un peccatore innocente

davanti al calcolo cieco del mondo.

Diego.

 

 

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