I bimbi che giocano

Ho visto due bambini giocare, un maschietto e una femminuccia. Stavano seduti in mezzo all’erba e il vento giocava con loro. Lo stesso vento faceva imprecare una grassa signora che portava innervosita la mano al cappello fiorito che sembrava voler volar via; non da meno due signori di mezza età parevano più che indispettiti dalle folate bizzarre di Eolo, tanto erano presi dal compito faticoso di sistemare alla meno peggio l’aureola oramai disordinata dei loro pochi capelli. I bimbi invece giocavano con il vento e i fiori danzavano con ampi inchini davanti a loro; sembravano onde multicolori impazzite di gioiosa vitalità. Poi, una nuvola è passata, come una mano invidiosa ha coperto il sole e un’ombra fredda si è staccata dal cielo e ha steso sui due piccini un manto grigio; ma per pochi istanti soltanto. I bimbi non si sono accorti di nulla, continuavano a ridere come rapiti da un sogno, catturando formiche e giocando con gli insetti. Poi improvvisamente la bambina ha cominciato a sussurrare al fratellino parole magiche, formule di una complicità fatata cui il mondo dei grandi è estraneo. Felici e perfetti con il mondo ai loro piedi, senza bisogno alcuno, se non di giocare e inventare sogni. Gli adulti che osservavano la scena erano preoccupati pensando al meteo e al prossimo fine settimana; sembravano aver bisogno di tutto perché nulla mai li rendeva soddisfatti. Quando si cresce la bellezza naturale della vita viene sepolta dalla falsa bellezze dell’utilità e del calcolo. Gli adulti…si…loro mangiano, bevono, progettano vacanze, organizzano serate, cene fra amici. Parlano di rate di mutui da pagare, di libri, di nuove diete; o si divertono un mondo a raccontare gli altrui difetti e a stabilire paragoni fra i propri e gli altrui figli. Ma i fratellini godono di una pace senza tempo, si fidano di tutti e non hanno alcuna malizia; sono ancora innocenti. Io li guardo e ho una profonda nostalgia. Ad un tratto il bambino comincia a correre e disegna traiettorie a zig zag nel mare d’erba, come la scia di un motoscafo indeciso. La bimba lo rincorre e lui urla felice quasi fosse inseguito da un mostro potentissimo. Poi si avvicina alla mamma e le dice:” fai così, ridi, non è difficile, perché sei sempre seria?” e allunga le manine verso il viso sbigottito della madre tirando in su le estremità della bocca; una mezzaluna sorridente come per miracolo appare sul volto della donna. E tutti, per un attimo sappiamo di essere soli e lontani dal mondo magico e vero dell’infanzia.

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Comments

  • Bellissimo scritto. Le storie di vita sono quelle che più raggiungono il cuore. E noi non vogliamo saperne del resto!

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