Il mondo di sopra e il mondo di sotto

Il mondo di sopra e il mondo di sotto.

Quelli che stanno in alto possono dilettarsi serenamente in lunghe analisi relative all’immigrazione. Parleranno di accoglienza, di tolleranza, di amore cristiano, di giustizia, di civiltà.

Ma i principi finché restano nella testa, sono irrilevanti, enti logici. Possono servire anche loro, per ingannare. Il mondo di sopra non ha confini è il mondo. La misura è l’occidente danaroso.

Quelli che stanno in alto, vestono bene, hanno macchine sicure e vivono in quartieri sicuri. Non prendono i mezzi pubblici, hanno la casa al mare e i vicini sono come loro.

Quelli che stanno in alto non di rado furono contestatori, nemici delle gerarchie e del carcere dei ruoli imposti a maschi e femmine. Occupano giornali, cattedre universitarie, televisioni, hanno amici nei luoghi che contano. Quelli che stanno in alto vogliono una scuola severa, i loro figli prendono lezioni private, hanno la tata in pianta stabile, fanno vacanze studio all’estero, praticano almeno dieci sport prima di scegliere quelle giusto.  Quelli che stanno in alto studiano musica, ovviamente.

Quelli che stanno in alto possono permettersi di essere severi, quando le cose non vanno bene si ricorre agli esperti a pagamento o a qualche santa certificazione medica. I figli dei signori non possono sbagliare, la colpa semmai è di qualche certificata disfunzione.

Quelli che stanno in alto quando cambiano lavoro non rinunciano mai al livello raggiunto, la paga dev’essere all’altezza del loro tenore di vita. Quelli che stanno in alto adorano la servitù immigrata, filippini, badanti dell’est, camerieri di colore. Tutto perfetto per loro. Hanno ragione, tutti gli immigrati sono onesti e buoni, salvo eccezioni, lo sperimentano ogni giorno a casa.

 Quelli che stanno in alto prendono la freccia rossa, l’aeroplano, il taxi.

Pamela abitava il mondo di sotto. Non è una colpa, era più sotto del mondo di sotto. Capita e non è colpa dei genitori. Troppo comodo.

Quelli che stanno in basso abitano quartieri dove lo spaccio è a domicilio. Quelli che stanno in basso mandano i figli nelle scuole alla portata, le lezioni private se le sognano. I viaggi all’estero si fanno per fare i lavapiatti. Quelli che stanno in basso fanno fatica a prender sonno la sera perché sotto casa c’è rumore, si beve e ride fino a tardi. Quelli che stanno in basso non escono la sera perché il quartiere non è sicuro. Quelli che stanno in basso non hanno giardini di casa, vorrebbero andare al parco pubblico ma hanno paura, ci sono gruppi di signori dalle facce poco raccomandabili. Si abbracciano, si scambiano qualche cosa e parlano lingue incomprensibili.

Quelli che stanno in basso si sognano le vacanze studio, si preparano il pranzo da soli perché mamma e papà lavorano tutti e due.  Chi li controlla? Studiano meno è vero. Sarà colpa dei genitori che ci volete fare hanno il brutto vizio di dover lavorare.

Quelli che stanno in basso non hanno le stesse opportunità, perché le condizioni di partenza sono diverse. Quelli che stanno in basso prendono i mezzi pubblici e vedono, sentono, rischiano. Cosa? Lo sapete bene; che ci volete fare se poi si incazzano.

Quelli che stanno in alto dicono che quelli che stanno in basso sono razzisti. D’altra parte loro vivono nel mondo di sopra.

Quelli che stanno in alto dicono che siamo stati anche noi immigrati. Ma non specificano mai, quando, come, e dove.

Quelli che stanno in alto fanno tutti politica ma la pensano diversamente sulla vita, perché fa comodo comunque fare dei distinguo, entrambi mirano al voto, ma si rivolgono sempre a quelli che stanno in basso. A volte uno che sta in basso riesce a salire nel mondo di sopra, allora da intollerante diventa tollerante. Cambia casa, cambia quartiere, viaggia in taxi, per i figli ha la tata; per questo diventa tollerante.

Il mondo di sotto soffre, il mondo di sopra osserva. Direte? E i poveri migranti? Chi li ha voluti poveri, chi li ha costretti a migrare? Chi non ha razionalizzato gli ingressi? chi li ha voluti e abbandonati? Chi ha fatto fortuna sulla loro pelle? Il mondo di sopra.

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