IL prete, la madonna, il mondo.

Il prete decide di uscire; non si preoccupa la gente possa tornare agli aperitivi e alle serate nelle discoteche quanto prima. La sua è un’altra preoccupazione.

Carica la grande statua della Vergine sul suo ape car e gira per il paese di Bibione. Recita il rosario, benedice, la gente lo guarda stupita, sorride, ringrazia. Perché?

Quel prete è convinto la preghiera serva, quel prete è motivato, trasmette una forza, trasmette una fede. Non dice di non usare prudenza e accortezza, non proclama alcuna rivolta, semplicemente accanto all’emergenza del corpo mette l’emergenza dello spirito. Quel prete, lo ripeto, crede nel potere della preghiera, crede nel potere della Chiesa; una chiesa che non dimentica la propria storia, una storia fatta anche di tantissimi martiri che hanno accudito per le strade i colpiti dalla peste.

Roma, fu convertita anche da questo, dall’esempio dei cristiani che si prendevano cura di tutti; anche solo donando un bicchier d’acqua essi salvarono vite. Roma fu convertita dal potere della speranza che il cristianesimo portava, unito alla forza del dono e dell’amore sperimentato per strada dagli “abbandonati.” I signori romani quando la peste colpì fuggirono verso le loro ville di campagna; anche il grande medico Galeno fuggì. Quello era un mondo che credeva, i pagani avevano una loro fede; la vita, per tutti, non era soltanto un corpo chiuso nell’orizzonte terreno, ma Altro.

Oggi le cose non stanno così; sui social tra i commenti relativi al gesto del prete troviamo: “Superstizione”.

Il sistema di riferimento è cambiato, persino non pochi credenti parlano di superstizione. Ma se quell’azione fosse stata compiuta in chiesa la chiamereste superstizione? L’occidente ha dimenticato il sacro per esaltare la materia. Il corpo, lo svago, il cibo, gli abbracci, la medicina, l’immortalità.

Se il sistema di riferimento è un mondo senza Dio, tutto diventa superstizione. Il soprannaturale è stato bandito, o confondendo Dio con il mondo, o relegando Dio ad un remoto aldilà.

Quel prete ha riportato Il soprannaturale al centro di una strada, tra negozi e macchine. Vestito con i paramenti liturgici ha fatto il “suo lavoro”, ha assiso la Vergine nel cuore di un mondo ferito.

La gente ha apprezzato, perché questo l’uomo, ogni uomo, credente e non, si attende da un prete, dalla sua semplice, riconoscibile presenza; ch’esso sia testimone dell’eterno e del bene, testimone di un amore che vince ogni paura, testimone d’Altro rispetto al mondo, rispetto a tutti i valori e gli sforzi – abbracci, solidarietà, strette di mano, disegni pieni di belle parole- che hanno il solo potere di rimandare la fine. Testimone di un mondo che non conosce fine.

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