Il volo di Sam Cooke

Da bambini il cielo e la terra non si mescolano mai. Quando il miracoloso visita le giornate di un fanciullo tutto è chiaro e distinto. La notte di Natale i bambini scrutano le stelle e vedono cose che i grandi non possono neppure immaginare. Sam dai grandi occhi e dal profilo di pantera guardava estasiato papà e la voce di Charles Cook predicava parole di fuoco e miele dal pulpito di una Chiesa della confessione Battista. Erano gli anni quaranta a Clarksdale nello stato del Missisipi. Il piccolo Sam ha sette fratelli che cantano nel coro, pregano con il Gospel; una meraviglia della natura, un impasto di colpi di frusta entrati nei cromosomi, un cocktail di sudore e umiliazione, di silenzio e ritmo naturale. Azione e reazione, perfetta simmetria, come un’onda intonata dalla voce solista e inseguita dal coro, come l’orizzonte di un ricordo che preme nel cuore e diventa voce. È facile lodare Dio quando il giorno è colmo di sole, ma quando la lode fiorisce sul gelido nodo di una catena, allora il canto arriva diritto in cielo. Sam era un bambino che cantava come un angelo e vedeva i Santi salire e scendere le scale del paradiso; Sam agitava la palla di vetro piena di neve e la poesia invadeva la sua stanza. Cantava il piccolo e diventava una star del Gospel; The Soul Stirrers, così si chiamava il gruppo di musica sacra, le anime agitate, scosse dallo spirito, ferite dal contrasto fra cielo e terra. Perché quando cielo e terra si confondono, allora cessi di essere un bambino e tutti i tumulti emergono come draghi imbizzarriti. Diventa famoso Sam Cooke, aggiunge una e al cognome e fa musica soul, “ libero” dai doveri del sacro. Dopo aver visto la “ perfezione” quando sei bambino è dura vedere il mondo, finisci, se non stai attento, per volere tutto. Donne, denaro, successo, eccesso; magari ogni tanto ti ricordi dei “ tuoi fratelli neri”e allora cancelli le date dei concerti negli stati  razzisti e sei il primo a proporre spettacoli unici dove bianchi e neri si mescolano. Sam è rimasto il bambino, solo il “ paracadute del cielo” non si apre più; e così una sera a trentatré anni muore ammazzato da una donna piena di paura in un motel, mentre la insegue seminudo e ubriaco. Ma la voce di Sam Cooke continua a cantare l’innocenza senza tempo della bellezza e il sacro mistero della vita che non si stanca mai di mescolare l’eterno e l’effimero. Ascoltatelo e salite per un momento in cielo.

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