Ipocrisia sistemica

L’astuzia della malapianta di un’infomazione tesa soltanto alla ricerca del colpo di teatro, dell’effimera notizia, ha travolto la pochezza d’un vecchio prete. La canea si è scatenata, saggi e stolti hanno sentenziato, ed ora, dopo lo spettacolo è tornato il silenzio. Abbiamo sentito il vocio ridacchiante dei vari comici progressisti, sciocchezze intelligenti colano sempre dalle loro labbra, settimanalmente; si limitassero a temi leggeri senza avventurarsi nelle paludi del pensiero. Ma aimè oggi la politica e il costume, o meglio, il costume e la politica fioriscono sulla bocca più degli attori che non degli intellettuali. Il sig, Michele Serra, satirico impegnato, perennemente “avanti “rispetto al pensiero dei semplici, ha scritto demenziali parole sulla vicenda del prete trentino, allargandosi a spazi ben più ampi;  parole leggere come nuvole, piene però dell’acido della presunta sua autorevolezza, parole cadute come luminose certezze nella testa dell’ italiano medio odiosamente conformista e moralista. Ma la realtà è altro,  racconta di un mondo che in nome della spontaneità, dell’istinto, della libertà senza verità, ha proclamato, molti anni orsono oramai, la liberalizzazione sessuale, anche il Serra in quegli anni si scaldava e imprecava contro i bacchettoni, dissacrando ogni cosa. Risultato? Tutto, in breve, è stato travolto, eroticizzato, la soglia delle esperienze erotiche si è spostata sempre più indietro. Il resto l’han fatto i contraccettivi e ” il superamento della morale sessuale cattolica” retaggio di epoche sessuofobe a dire degli ” illuminati”.  Anche i preti hanno cominciato  a  prendersela con la castità, alcuni l’han vista come una castrazione innaturale e hanno cercato moglie. Altri, i più dotti, o presunti tali, hanno pontificato esaltando la necessità di abolire il celibato ecclesiastico; sempre per restituire l’uomo ” alla natura”. Ora guardate al caos morale, al mercato del sesso, al turismo sessuale, alla eroticizzazione di ogni elemento pubblicitario, al tradimento esaltato come variazione sul tema, al poliamor, all’apologia dell’ infeldeltà, alla derisione di ogni pudore. Guardate all’ansia, alla frenesia, al moto perpetuo dell’anima che pervade ogni aspetto della vita e ponetevi la domanda; non è che il ritorno all’istinto anzichè liberare, incateni? E’ questo il clima in cui alberga e prolifera ogni forma di perversione; dal rifiuto del limite, dal ripudio dell’impegno preso solennemente in nome dell’istinto, alla bramosia che accende il desiderio di nuove esperinze sempre più estreme capaci di appagare una vita dominata dal non senso. Poi, ci sono i malati; ma questa è un’altra storia.

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