Kayla il non senso la grazia di Dio

 

La Vita ha un senso

Esiste una domanda che scuote il nostro essere. Una volta di più l’ho avvertita sfogliando le pagine di un libro di Massimo Fini, l’intellettuale giornalista fondatore fra l’altro del mensile on line La Voce del Ribelle. Fini è un uomo di intelligenza acuta, libero pensatore svincolato da ogni interesse di bottega è quello che si suol chiamare un “cane sciolto”, per non pochi aspetti mi ricorda il Pasolini di scritti Corsari. Di Fini però non posso condividere l’idea della vita, per lui infatti l’esperienza umana è priva di senso, troppe ai suoi occhi appaiono le malefatte, le crudeltà, le incoerenze, tutte rivolte come una perfetta sinfonia di eventi verso l’esito del disfacimento e del nulla.

Per Fini, l’uomo è essenzialmente una creatura sola, meschina e cinica, e la lotta per affermare un valore o un’idea di giustizia scivola inevitabilmente verso il tragico. In questo Massimo non è solo, appare piuttosto l’erede di un’articolata tradizione che passando per Nietzsche arriva fino Camus, il grande scrittore francese. Di lui ricordo due scritti: L’uomo in rivolta e Il mito di Sisifo.

L’uomo in rivolta non sa che farsene di un Dio, il suo è un universo tutto umano che si risolve nello sforzo titanico di affrontare la vita. L’ uomo in rivolta vede che nessun orizzonte basta, per questo è incessantemente alla ricerca di un pienezza che non può darsi. Quando vien meno la dimensione del Sacro, del Sacro senso, del Sacro limite, cosa può dare misura e ordine alla vita. La realtà, da sola, pesa sui nostri giorni come la lama di un patibolo.Per Camus la risposta risiede nell’accettazione del non senso, nell’agire instancabilmente come Sisifo che rotola un sasso sin quasi sulla cima del monte per poi vederlo scivolare giù sino al punto da qui si era partiti. E ricominciare. Scrive Camus: “anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice”. Il senso starebbe in questa illusione? Ma come fa Sisifo, come fa l’uomo a sapere che l’ultimo tentativo non sarà quello giusto? Io credo la felicità di Sisifo risieda nella speranza di farcela prima o poi, di raggiungere un obiettivo, un fine, l’uomo Sisifo infatti ha un fine e ci crede a tal punto da provare e riprovare. La vita dell’uomo è speranza, speranza le cose abbiano un senso; in un certo qual modo la vita umana è atto di fede, e questa fede si rivela curiosamente non tanto nell’astratta contemplazione del mondo e delle sue incoerenze, quanto nell’accettazione del buio come condizione di una luce. Kayla, la giovane e innocente vittima dei terroristi dell’Isis ci ha rivelato ancora una volta la natura della Grazia e la forza della croce. Quando non hai più nulla da chiedere, quando non hai più nulla da dare, quando hai finito di rotolare il sasso, allora, solo allora sei in braccio all’eterno è tutto si compone come una sinfonia d’amore.

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