La bella migrante da amare.

La bella migrante da amare.

Ci sono due demoni nel mio cuore; uno realista e un po’ cinico, l’altro intenerito e disperatamente impotente. Il primo demone mi dice che i migranti sono troppi, che molti vivono per strada in condizioni disperate, che altri si danno alla macchia e non sono dei santi; ci sono è vero non pochi integrati, ma quanti? Il lavoro è scarso e malpagato per tutti.  Bussa il secondo demone e ha il volto di una ragazza. Vive per strada nella periferia di Tripoli. Ha due occhi bellissimi che si riempiono di lacrime, ha una bambina di sei mesi che le dorme tra le braccia. È bella con occhi vivaci, con il foulard che le copre i capelli, bella quando dice che vuol fare l’infermiera, bella quando rivela il suo sogno più grande: andare via. Bella quando dice che il mare fa paura, bella quando ricorda che non ha i soldi per partire. Bella mentre aspetta non si sa cosa. Torna il demone realista e mi dice che anche accogliessi quella donna e mille e mille altre non avrei modo di accogliere tutti. Dall’Africa, dalla Siria, dall’oriente arriveranno milioni di disperati.

Per fuggire da guerre, carestie, inondazioni, troppo sole. Abbiamo scaldato il pianeta a forza di file per consumare, consumare, consumare. Abbiamo “scaldato” la terra a forza di fuochi e di guerre. Tutti colpevoli per mantenere il benessere ai più irraggiungibile, Allora capisco che da soli possiamo far poco. Il mondo, il nostro ricco mondo dovrebbe alzarsi, dovrebbe svegliarsi e dimenticare il denaro elettronico che danza sopra la testa di questa povera terra rendendola pazza. Danza come una nuvola sporca, l’esercito delle formule per guadagnare di più: la nuvola ancora si gonfia infinita, piena d’odio e rancore.

S’accodano file di consumatori in cerca di offerte nei giorni che precedono il Natale, hanno voglia di consumare il rito dell’ennesimo spreco. Allora rivedo la mia bella ragazza che piange con gli occhi inondati di luce e dolore. Potrebbe studiare, diventare dottore, potrebbe cantare, potrebbe…Vorrei prenderla adesso, portarla a casa e darle un po’ del mio troppo. Un mondo di singoli cuori che fugge e non sa dove andare. Bussa alle porte e ai conventi del nostro presente. Il primo demone fugge, non è cattivo, ma dimentica l’uomo. Ed io oscillo e non so cosa fare, che dire; c’è un po’ di ragione in ogni espressione, di paura e di incoscienza e ripenso come ogni singolo sia un mistero troppo grande per non essere amato.

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