La polvere delle nostre illuse stagioni.

Esiste un unico problema. Un terribile nodo, impastato di stelle e di terra; che ne sarà di noi?
Ogni parola, ogni sforzo di civiltà, l’arte di tutti i tempi, la scienza medica e l’industria dell’evasione, tutto, non è che sinfonia che intona questo canto:“ la vita fugge..fugge…” Anche l’amore,l’estremo tentativo di fermare il tempo è messo costantemente con le spalle al muro. Poi, ci sono gli innocenti, essi pagano prezzi altissimi e i colpevoli che banchettano soddisfatti sulla soglia dei cent’anni, ridono impuniti. Ma non è così…perché così non può e non deve essere. Cari preti, cari Vescovi, cari teologi, voi dovreste dare una risposta a questa domanda, l’unica che veramente conti: “ la polvere delle nostre illuse stagioni” è stata veramente riscattata? La morte è veramente porta di vita? La croce è realmente un trionfo? Lo proclamano i secoli con “ i fasti di infiniti umili martiri”, miracoli visti e raccontati, devozioni e umane miserie, pentimenti inattesi ed eucaristiche processioni. Preti; dovreste urlare dai vostri pulpiti una sola promessa: “ogni contraddizione è vinta, cancellata nel sangue di Cristo; ad ogni uomo di tutte le ere verrà restituito il sogno di armonia solo intravisto”. Dovreste ripetere solo questo e raccontare con gli occhi colmi di gioia, il Vangelo. Altra cosa è la discussione aperta su come dovrebbe essere la Chiesa; disputa del tutto inutile davanti all’unica domanda. Sarebbero un miracolo, l’unico necessario, se vedessimo dei pastori innamorati dell’eucarestia e della preghiera. E invece?

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