L’anima rubata

Sembrano una normalissima famiglia. Quattro persone: papà, mamma e due figli, maschio e femmina. La ragazza ha vent’anni; è sempre stata perfettina. Quando va a dormire dispone con maniacale precisione le pantofole accanto al letto, “così se mi alzo di notte non devo neanche pensare, il pavimento di notte è freddo” dice. È simpatica Eleonora, ha delle piccole manie, un forte senso del dovere, ma è buona. Insomma ha tutto per essere una brava ragazza. Frequenta soddisfatta la facoltà di medicina. Suo fratello no! Lui, Gabriele, ha sedici anni; da qualche tempo a scuola non fa nulla. Il pomeriggio si chiude in camera e smanetta con lo smartphone. In classe tace, torna a casa, mangia e via, freme per il desiderio di uscire. I genitori sentono che puzza di fumo, lui si schermisce; la sorella, che adora il fratellino, gli parla spesso; lui ascolta e, quando va bene, assente con la testa.

Il cellulare è il suo mondo, la camera segreta che si tiene in tasca. Stanno lì dentro gli unici suoi maestri adesso che lui ascolta. I genitori lo sanno, vanno dagli psicologi ma non cambia nulla. Accendono la tv e sentono il proclama dell’ennesimo esperto: “Bisogna porre dei limiti a questi ragazzi! Mio padre bastava mi guardasse. Dove sono i genitori?” Il padre pensa:” Ma in che epoca vive questo? Noi siamo qui, anche troppo, daremmo la vita per i nostri figli, per chi tra di loro si è chiuso e frequenta un mondo fatto di messaggi autodistruttivi”. Cosa pretendere ancora dai genitori, pensa: “Guardate mia figlia!” Vorrei gridarlo: è una ragazza fantastica, non è colpa nostra. Ma colpa di cosa poi?”.

La scuola seleziona; le medie sono un buco nero, i programmi e la lotta per sopravvivere generano ansia; ci sono i test nazionali e internazionali per verificare il livello dei nostri ragazzi. I dirigenti sono manager, l’educazione scompare, non c’è tempo, ci sono le verifiche. I più forti vivono e gioiscono, gli altri? Colpa loro.

Nella camera segreta dei nostri figli c’è di tutto. Ci sono i trapper che inneggiano al fumo, al sesso, alla libertà senza limite, al denaro. Oggi vanno di gran moda tra adolescenti e preadolescenti. Verificate se non credete.

Tengono i concerti nelle discoteche, i figli ci vogliono andare; i genitori non capiscono ma amano i loro figli e allora dicono: “Se studi ti porto al prossimo concerto”. Inizia il conto alla rovescia, arriva la sera, i genitori si accampano nelle macchine nel parcheggio della discoteca, i figli entrano. Molti sono bravi ragazzi, forse tutti. Alcuni hanno bevuto e fumato, ma dentro non si può; allora i genitori si sentono tranquilli. È successo così anche qualche sera fa. Attendevano, i genitori; poi, hanno sentito un botto, sono corsi fuori dalle loro auto, disperati; hanno visto un fiume di ragazzi tracimare gli argini. Ma quanti erano? Quasi tutti i genitori tornano a casa con i loro figli, spaventati e felici. Cinque di questi papà e mamme, chiamano i loro ragazzi, questi non rispondono, non hanno il fiato per farlo, sono morti soffocati. Ringraziano Dio i fortunati, lo bestemmiano i disperati. Ma Dio cosa c’entra? C’entra la multinazionale del consumo e il pifferaio magico degli you tuber e dei trapper che invitano i ragazzi a trasformarsi in manichini rivestiti di marche costose, che li invitano a “tirarsi una canna lunga un metro”. Non serve lo dicano, il contagio nasce dell’imitazione. Tutti sponsor inconsapevoli delle multinalzionali che hanno trasformato i prodotti in simboli e i simboli in modi di essere, in stili di vita. Mutazione antropologica la chiamerebbe Pasolini. I ragazzi desiderano cose, scarpe da 400 euro, orologi, borsette, cappellini, Jeans, giubbotti costosissimi. Poi si mettono in mostra su You tube e fanno il conto. Si chiama Outfit, vedete se non credete.  Si pensano felici, dura un momento. L’anima si inaridisce, si trasforma in desiderio da appagare subito, il futuro scompare. Certo, ci sono ancora tanti bravi ragazzi. E i genitori muoiono.

facebooktwittergoogle_plusredditlinkedinmail

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *