L’enigma della bellezza

È stato detto infinite volte: la bellezza salverà il mondo. La bellezza è un enigma che riluce nel cuore, che parla agli occhi e sussurra a tutti i sensi la propria verità.

Quando il Magnifico, si! Lorenzo, il Medici per eccellenza, veniva assalito dalla malinconia; fuggiva.  Si ritirava dalle attività, dai ruffiani, dalle invidie di corte,  dalle cortigiane, dalle salaci battute dei buffoni che anziché allietare rendevano il tutto più greve, quasi insopportabile. Trovava in quei momenti conforto o nella preghiera o nella bellezza. Non era difficile allora bere a queste due fontane che davano la stessa acqua. Nel giardino dei Medici sostava Michelangelo, per i corridoi di palazzo si incrociavano il Pulci, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, il Poliziano. Dal pulpito di una chiesa potevi sentire la voce tonante del Savonarola e quasi vedere inferno e paradiso. C’erano Santi preti e cardinali condottieri privi d’umanità, c’erano Papa scellerati e Papi virtuosi. L’uomo era uomo fatto di ombra e di luce, di fango e spirito.

Davanti agli affreschi della cappella Brancacci eri assalito dalla bellezza e dalla verità. Mentre il  David mostrava l’uomo uscito dalla mani del creatore, Masaccio ne metteva a nudo col colore, la ferita.

La bellezza, come la preghiera, mettono il nostro animo nelle mani di qualche cosa di più grande. Come il dolore, il pentimento, le lacrime. Qualche cosa di più grande, di cui abbiamo bisogno; forse la mano di Dio che tiene tutto nelle mani, eppure è capace di accarezzare ognuno di noi rendendolo unico con l’incanto della semplice bellezza.

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