Oscena TV

La televisione con i suoi programmi strutturati con il fine di intrattenere, appesta i pomeriggi degli italiani mescolando tragedie e presunti approfondimenti. Uno stuolo di personaggi, a volte anche di spessore, attende la chiamata delle trasmissioni più disparate e accorre con famelica bramosia di protagonismo. Inesorabilmente il medium televisivo trasforma anche la persona più insignificante in una figura degna di ascolto. Per il semplice fatto di risuonare attraverso il piccolo schermo, la parola pronunciata “ cade dall’alto” acquisendo una tutt’altro che ovvia autorevolezza. Le questioni più complesse, le vicende umane più strazianti, diventano in tal modo campo per rozze dispute o reciproche accuse tra politicanti a caccia di un consenso più emotivo che razionale. Tutto è ingigantito, spettacolarizzato, raccontato secondo i ritmi televisivi, che, sono la negazione del comune ragionare, tipicamente cadenzato da pause di riflessione. Ma ciò che maggiormente rende “mostruosi”, disumani e inutilmente dannosi questi programmi è l’assoluta bramosia dei partecipan ti, di esserci, sempre; nella certezza di contribuire ad una qualche forma di comprensione della vita. A tale scopo queste trasmissioni si “servono” della presenza degli esperti per legittimare la loro presunta profondità d’analisi; si tratta per lo più di vanitosi banalizzatori, attratti dal piacere di essere riconosciuti e dal non trascurabile rimborso per la “ consulenza”prestata. Ma la natura profonda di questi programmi, tutti lo sanno, è quella di essere null’altro che una vetrina, colma di prodotti “emotivi”che fanno dell’intimo, del segreto di ogni vita, una oscena rappresentazione ad uso e consumo di spettatori sempre più cinici.

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