I problemi reali e la stampa.

“Ciò che ferisce i nostri occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma anche l’accumularsi di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell’economia in mano di pochi…Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo il denaro in pugno, la fanno da padroni: onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l’organismo economico, ed hanno in pugno, per così dire, l’anima dell’economia.”

Sono parole di Pio XI nel 1931. Oggi la concentrazione del capitale ha assunto il volto proteiforme della finanza apolide. Controllano tutto attraverso istituzioni come la banca mondiale o il fondo monetario internazionale, con le loro compiacenti istituzioni super democratiche tanto “sensibili ai paesi in via di sviluppo.” Peccato che l’unico sviluppo consentito sia il loro, turbocapitalismo o neoliberismo, ovverosia, privatizzazione dell’aria, del mare, del suolo e del sottosuolo, del corpo, della salute, dell’istruzione, della stampa, dell’anima. Preoccupatevi di denunciare questo, cari giornalisti e lo dico senza ironia, se non altro in nome di gente come Pippo Fava, ammazzato dalla mafia perché era un uomo libero. Per carità, ci sono tanti uomini tutti d’un pezzo fra i giornalisti; per questo trovo le manifestazioni sulla libertà di stampa, semplicemente ridicole.

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