A proposito di natura umana

A proposito delle differenze fra Gay ed etero

Non mi era mai capitato di leggere su di un giornale che fosseportatore di “ una precisa lettura del mondo” le opinioni di una persona che esponesse tesi per molto aspetti antagoniste a quelle perorate dalla testata. Eppure, ieri la Croce, il nuovo sorprendente quotidianodi ispirazione Cattolica, ha concesso un’intera pagina agli argomenti di una ragazza lesbica.

Il giornale ha infatti concesso ad una persona, non un numero striminzito di battute relegate fra le lettere, ma una pagina centrale; imparino i signori di Corriere e Repubblica. La giovane, nel lungo articolo ha esposto le proprie idee relative al mondo degli omosessuali con equilibrio, rispetto, acuta intelligenza, tanto che molte cose da lei sostenute posso serenamente condividerle è però l’impianto complessivo del ragionamento che mi ha lasciato perplesso; ora cercherò di riassumerlo in poche righe, sperando di non alterarne la sostanza. Gay ed eterosessuali, ha rilevato la giovane, condividono le stesse esperienze, amano, soffrono, sognano, sperano, credono in Dio o non ci credono, sono di destra, sinistra e centro,esattamente allo stesso modo. Vi sono geni e brave persone sia nel mondo gay che in quello etero. Sin qui, nulla da eccepire. Certo, se ciò che li distingue sul piano delle rispettive nature è semplicemente il fatto che biologicamente solo gli eterosessuali possono riprodursi, allora l’essere lesbiche effettivamente rappresenta una difformità rispetto alla natura, argomenta la ragazza. Ma a questo punto la giovane afferma come la natura non sia che un termine in continua evoluzione in rapporto alla cultura, cioè all’insieme delle acquisizioni, storiche, psicologiche, scientifiche, politiche, dell’essere umano. Quello che un tempo era considerato innaturale oggi, insiste, un tempo era valutato in termini opposti.

 

Il punto debole dell’argomentazione credo stia proprio qui. Dobbiamo Infatti ricordare come non tutto ciò che l’uomo pensa, elabora e in ragione di ciò, può o non può fare sia necessariamente buono. Questo mi sembra ovvio altrimenti dovremmo ammettere praticamente tutto e il bene consisterebbe nell’uso di ciò che tecnicamente è fattibile. Le grandi questioni aperte dalla bioetica però dimostrano il contrario, questa disciplina è nata negli anni settanta perché il potenziale manipolatorio nei confronti della natura umana insito nei progressi della tecnica suggeriva la necessità di una riflessione che ne limitasse gli effetti più nefasti. Detto con altri termini, vi sono azioni, comportamenti, che a volte valicano il limite che la natura pone e questo per soddisfare desideri e speranze altrimenti frustrate. Non si tratta di giudicare alcuno, ma le presunte conquiste di civiltà a volte negano il dato della realtà.

Le tesi sostenute dalla ragazza hanno come obiettivo la parificazione legale di tutti i tipi di unione, il che è cosa diversa dalla tutela dei diritti personali. Dal punto di vista morale tesi di questo tipo sarebbero da ascrivere alla dottrina nota come emotivismo. Una linea di pensiero fiorita in Inghilterra nel primo novecento i cui frutti continuano a pervadere il sentire dei comuni cittadini. L’emotivismo fa leva soprattutto sulla forza persuasiva dei sentimenti e il bene altro non è che ciò che la maggioranza reputa tale. Questa dottrina nega ogni fondamento ai valori morali, semplicemente perché ritiene impossibile fondarli razionalmente, di conseguenza nega che gli esseri umani e con loro tutti i viventi, portino inscritto nel loro essere un fine verso cui tendere. Quando si neghi questo, l’uomo diventa un titano che plasma la vita con la forza delle emozioni che hanno il potere di maggior suggestione. Detto banalmente, la nutura “vuole” che un bimbo possa avere un padre e una madre. Quando si abbandoni la nozione di bene comune, quando ogni tipo di unione venga legalmente parificata, allora, nulla può giuridicamente arginare l’idea della omogenitorialità. I cittadini infatti hanno eguali diritti davanti alla legge, ma non tutti i tipi di unione contribuiscono in egual misura al bene dei piccoli e della società. Per questo le unioni omosessuali necessitano di tutele che garantiscano i diritti individuali di cura, assistenza, successione, ma non possono pretendere di essere equiparate alla famiglia. L’ideologia Gender che promuove le battaglie per azzerare le differenze è individualista, radicale, narcisista, sostanzialmente atea in quanto materialista, essa si nutre nell’humus fertile delle dottrine mondialiste che avversano, popoli, tradizioni, culture, in nome del totalitarismo democratico del denaro, unico sovrano anonimo che tutto trasforma in merce. Le differenze esistono e se non impariamo a riconoscerne natura e implicazioni di ordine personale e sociale verrà meno ogni rispetto per l’uomo, perché verrà meno il solo limite che possa arginare i desideri scomposti e aggressivi dell’io lasciato a se stesso;l’argine della comunità.

 

 

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