Senza Dio non c’è giustizia

 

 

 

Quando si fa poche bene, la gente ti sopporta e non ti giudica, ma quando il tuo impegno vuol produrre tanto bene, allora il male si ribella e te la fa pagare.

Più o meno queste parole pronunciò un santo prete gesuita, padre Rossini rivolto ad Antonio Rosmini in un periodo in cui sul grande pensatore Roveretano stavano addensandosi le tempeste di mille critiche.

E a ben pensare funziona proprio così, nel nostro mondo fin tanto che non disturbiamo i piani alti tutto funziona. C’è una critica ammessa, tollerata, persino utile al sistema del privilegio istituzionalizzato e c’è una critica negata, censurata, azzerata, ridotta al silenzio e all’insignificanza. Questa è l’unica critica che conti veramente.

Oggi il mondo si fonda non sul vero in opposizione al falso, ma sul legale e l’illegale.

L’immoralità alligna dentro il principio di legalità. Ma la legalità non coincide con la verità, semplicemente perché per la filosofia morale imperante il bene è inconoscibile, o meglio frutto di una convenzione nata dal compromesso.  Nei compromessi prevale il forte e comunque le procedure legali non di rado trovano la via per negare persino l’evidenza. La giustizia dentro questo sistema non può esistere. Non c’è reale giustizia senza un fondamento inattaccabile e questo fondamento lo può garantire soltanto un Dio. L’Ab-soluto.

Riconoscere le cose e gli oggetti per ciò che sono, rispettarli, questo per Rosmini è agire moralmente. Non riconoscere, negare la realtà degli enti, la loro natura è il principio di ogni male. “Ama l’essere ovunque lo conosci, in quell’ordine che egli presenta alla tua intelligenza”, scrive il roveretano. Questo essere noi lo scopriamo non è prodotto della nostra mente.

Amare est velle alicui bonum, con questa definizione prettamente cristiana, possiamo assumere un metro di giudizio infallibile, che orienti la nostra vita. Volere il bene dell’altro.

Questo debito lo sentiamo forte anche nella morale Kantiana che pur tanta fede ripone nella ragione senza accorgersi che il punto è uno solo, l’amore.

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