Semplice

È così semplice, un padre e una madre. Hanno corpi che si completano, sono le tessere di un mosaico che origina una nuova vita.

Oggi, la rabbia cupa del demiurgo umano vuol confondere, sostituire, persuadere; e se non vi riesce, imporre. Costi quel che costi.

La famiglia è sotto attacco, ovunque.

Conosco una donna che lotta disperatamente per salvare il figlio dalla tentacolare presa della droga. Gli assistenti sociali, il giudice, gli psicologi le impediscono di portare il ragazzo in una comunità. Non serve; dicono.

 

Con analoga sfrontatezza i bambini vengono sottratti ai genitori, perché ritenuti indegni e incapaci di educare. Che dire? Vi saranno certamente casi che esigono questo, ma vi sono pure situazioni in cui non ci si capacita dell’arroganza degli esperti, “signori” che si muovono al ritmo degli apparati teorici che oggi van per la maggiore. Che poi, quanti problemi reali hanno veramente risolto?

Ubriachi di teoremi non riconoscono un sorriso scambiandolo per un moto involontario del viso. Non riconoscono una lacrima se non come secrezione di una ghiandola.

 

Smantellata l’autorità dei genitori, da stuoli di specialisti che intervengono attraverso la scuola e le innumerevoli agenzie educative, i ragazzi si sentono liberi e accampano contro le proprie famiglie diritti individuali, che la legge, di fatto, sancisce.

Instillata l’idea sin dalla più tenera età che il corpo sia un giocattolo da utilizzare per i propri piaceri.

Pianificato il lavoro per addomesticare i fanciulli al pansessualismo e all’indistinzione, eppure è così semplice riconoscere la complementarietà fra i sessi.

Poi; la sorpresa, si susseguono le gravidanze indesiderate, gli aborti, le violenze ed ovviamente i processi alle famiglie esautorate di tutto, ma al contempo caricate di tutte le responsabilità. Devono educare. Educare contro il mondo che ha distrutto il cardine di ogni educazione, il principio di autorità.

Hanno tolto il Padre dal cielo, hanno tolto il padre in terra. Hanno in odio la maternità reale e sono diventati sterili. Nel mondo dove tutto è ammesso, tutto può essere vietato. L’unica verità infatti coincide con la forza di imporsi, con il potere della persuasione.

Lasciate Alfie venga nella terra dove sono nati gli ospedali. Dove Camillo de Lellis, officiò accanto ai malati, dove le corsie erano affrescate da grandi artisti, dove la musica per celebrare la messa era composta da geni. Tutto al servizio dell’uomo immagine di Cristo. La Carità, questa dovreste imparare carissimi esperti, ed essa comincia in ginocchio, non su di una cattedra dove ricevere onori.

 

La vicenda di Alfie è un riflesso di questo marasma, l’onda non anomala che travolge il buon senso ed ogni pietà.

Resistono i giudici contro l’amore, contro la presenza di una famiglia reale in luogo del “famigliame” irreale, resistono persino i preti che dovrebbero circondare quel letto d’ospedale e adorare il bambino, anziché nascondersi vilmente, per non disturbare il loro padrone. Il Mondo.

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